Menu principale:
Consigli
L'importanza di fare denuncia: Il fenomeno delle truffe non è circoscritto a certi periodi dell’anno, e mantiene un trend costante nell’arco dei mesi. Non tutte le vittime, però, denunciano quanto capitato ed è difficile quantificare il numero reale di persone raggirate. Denunciare l’accaduto, però, è fondamentale per contrastare e combattere il fenomeno che, altrimenti, rischia di rimanere nascosto.
Denunce on-line: Per velocizzare le pratiche, la Polizia di Stato ha realizzato il servizio “Denuncia via web”, che consente ai cittadini, vittime di furto o smarrimento, di avviare l’iter di denuncia direttamente da casa o dall’ufficio. I vantaggi sono l’evidente risparmio di tempo e una corsia preferenziale per tali procedure. Questo, però, è il primo passo della procedura di presentazione della denuncia. L’atto inserito via web, infatti, è “solo” lo schema sul quale sarà possibile effettuare, nell’ufficio di polizia prescelto, eventuali integrazioni ed assumerà valore legale di denuncia solo con la sottoscrizione davanti all’Ufficiale di P.G.. Il servizio di denuncia via web è disponibile agli indirizzi www.commissariatodips.it
Attenti a quei due: Di norma, i truffatori agiscono in coppia. Usano modi e toni gentili ma decisi, e avvicinano con un pretesto la vittima designata nei mercati rionali o per strada. Gli imbroglioni, anche di sesso femminile, si qualificano come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, alla Polizia di Stato o alla Polizia Municipale. Ma anche come impiegati della banca o della Posta. Vi dicono che state facendo acquisti con banconote false, attribuiscono lo spaccio delle banconote ad un impiegato della banca e vi chiedono di verificare, presso l’abitazione, tutto il denaro prelevato. Precedentemente si sono appostati davanti alla banca e hanno spiato i vostri comportamenti.
Purtroppo a volte ritornano: Nel caso della truffa architettata con le banconote false, è già capitato che vittime scrupolose abbiano conservato la busta sigillata, per un giorno o due, senza controllarne il contenuto. I truffatori, con una telefonata, dopo avere appurato la chiusura della busta, hanno chiesto al malcapitato di “collaborare”, effettuando un altro prelievo dalla banca, per poi verificare se le banconote consegnate dall’impiegato erano nuovamente false. Tenteranno di sigillare “anche la seconda busta”.